Storia

Martedì 16 Gennaio 2007 08:44

Brancaleone (Reggio Calabria) - La storia

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Il borgo antico di Brancaleone Superiore, oggi abbandonato, situato a 311 metri su di un promontorio di arenaria, evoca ancora la sua origine medievale, legata ad esigenze difensive e di controllo della vallata sottostante. Si riscontrano inoltre peculiarità paesaggistiche ancora intatte, che consentono una chiara lettura della struttura insediativa originaria, articolata in due nuclei: il primo è disposto in prossimità del sito dell'antica Chiesa Matrice dell ' Addolorata e a ridosso della rupe su cui sorgeva il castello (sec. XV) ; il secondo nucleo, nato forse dopo la sconfitta degli Arabi, quando il castello aveva perso la sua funzione difensiva, è disposto più a sud, nei pressi della Chiesa Arcipretale dell ' Annunziata ( ricostruita negli anni ' 30 , all 'interno della quale si possono ammirare i resti di un prezioso altare in marmi policromi risalente al `500) . Sulle origini di Brancaleone Vetus sono state ipotizzate diverse teorie, ma una delle più accreditate, rimane comunque legata al vasto
movimento monastico che si verificò in Calabria a partire dal V e VI sec. d. C. con l ' arrivo di religiosi C., appartenenti all ' ordine dei Basiliani, e che interessò soprattutto l'area ionica. Probabilmente nell ' anno 1000 Brancaleone Superiore fu 1000 completato, divenendo capoluogo di baronia e feudo. Il castello ospitò per molti anni i RUFFO (1364-1515); successivamente vi fu il dominio degli AYERBO D' ARAGONA, conti di Brancaleone (1515 -­ 1565) ; nel 1571 abbiamo gli SPATAFORA di origine greca, mentre nel 1674 il feudo passò per 1674 successione ai CARAFA che rimasero padroni assoluti fino al 1806, affrontando l ' avvento dei BORBONI (1734) con Carlo I Borbone; nel 1774 l' intestazione del marchesato viene fatta in nome del legittimo erede dei Carafa, Vincenzo VII marchese di Brancaleone, che sarà l'ultimo feudatario.

Storia2Sull'origine del nome, i documenti confermano che anticamente Brancaleone si chiamava Sperlinga o Sperlonga (dal latino SPELUNCA e dal greco SPÈLUGX, con il significato di caverna o spelonca) , e ancora oggi c'è una via Sperlongara, una torre di vedetta con questa denominazione e anche, appunto, delle grotte, le grotte di Sperlonga, laure trogloditiche basiliane, all ' interno delle quali i monaci scelsero di condurre la loro solitaria esistenza. Ricordiamo che il monachesimo orientale si diffuse soprattutto grazie all'opera di S.Basilio, in Armenia, la cui regola rappresentò il fondamento della vita monastica in tutto l'Oriente. A tale proposito è importante sottolineare che nel territorio di Bruzzano, poco distante da Brancaleone Superiore, vi è una rupe in arenaria chiamata "Rocca Armenia" , ai cui piedi sono evidenti due grotte artificiali. In particolare, a Brancaleone Superiore, è stato possibile analizzare in modo più approfondito, un interessante e vasto complesso di ambienti rupestri fra loro coerenti, costituente un patrimonio di notevole valore storico ed artistico. La maggior parte di queste grotte antropiche si presentano come semplici cavità rocciose, alcune di grandi dimensioni, altre piuttosto anguste, altre ancora costituite da un ingresso ampio ed altri più piccoli all ' interno: si tratta di celle monastiche, utilizzate dai religiosi dell ' epoca come luoghi di meditazione, ma anche come ambiente essenziale dove si svolgeva la vita quotidiana. Successivamente alcune di esse furono trasformate in rifugi dai primi abitanti del luogo, per sfuggire ai frequenti attacchi nemici, mentre altre continuarono ad essere sfruttate come ambienti di servizio annessi alle abitazioni. Particolare importanza rivestono alcune grotte-chiese, che conservano ancora al loro interno incisioni sacre armene ed alloggiamenti destinati, all ' e poca, a nicchie porta icone ed altari. Sono state individuate circa 10 celle monastiche e 4 grottechiese, tutte risalenti ai sec. VIII-IX , tranne una, più tarda, del XII sec.

Ultimo aggiornamento ( Sabato 31 Ottobre 2009 21:49 )